
Analisi della fertilità: quali esami dovresti fare prima di cercare una gravidanza
Sempre più persone si pongono la stessa domanda quando iniziano a pensare di formare una famiglia: dovremmo fare delle analisi prima di cercare una gravidanza?
La risposta degli specialisti in medicina riproduttiva è chiara: sì. Conoscere determinati biomarcatori permette di valutare lo stato della fertilità e rilevare possibili squilibri ormonali, metabolici o nutrizionali che potrebbero influenzare il concepimento.
Ma queste analisi non sono utili solo quando si sta già cercando di avere un bambino. Sempre più professionisti consigliano di valutare questi marcatori in modo preventivo, anche anni prima di pianificare una gravidanza. Rilevare tempestivamente eventuali alterazioni permette di intervenire in anticipo e di prendersi cura della salute riproduttiva a lungo termine.
La fertilità non dipende solo dall'età. Fattori come l'equilibrio ormonale, l'infiammazione, il metabolismo o lo stato nutrizionale influenzano direttamente anche la qualità degli ovociti e degli spermatozoi.
Per questo motivo, effettuare un'analisi di base della fertilità in uomini e donne può essere uno strumento molto utile sia per chi cerca una gravidanza sia per chi desidera preservare la propria fertilità in futuro.
Biomarcatori importanti nella fertilità femminile
Nella donna, lo studio della fertilità si concentra solitamente su tre aspetti principali: la riserva ovarica, l'equilibrio ormonale e lo stato metabolico dell'organismo.
- Ormone antimulleriano (AMH)
Uno dei marcatori più noti è l'ormone antimulleriano (AMH), che permette di stimare la riserva ovarica, ovvero la quantità di follicoli disponibili nelle ovaie. Sebbene non misuri la qualità degli ovociti, fornisce informazioni importanti sul potenziale riproduttivo.
- FSH, LH ed estradiolo
Vengono analizzati anche gli ormoni che regolano il ciclo mestruale, come FSH, LH ed estradiolo, che aiutano a capire come sta rispondendo l'ovaio e se il ciclo ormonale funziona correttamente.
- PROGESTERONE
Un altro marcatore fondamentale è il progesterone, un ormone chiave per preparare l'endometrio e permettere all'embrione di impiantarsi.
- PROLATTINA
Inoltre, si valuta solitamente la prolattina, poiché livelli elevati possono interferire con l'ovulazione, e la funzione tiroidea, che svolge un ruolo importante nell'equilibrio ormonale e nell'impianto.
- ALTRI MARCATORI RILEVANTI
Infine, alcuni marcatori metabolici come insulina, vitamina D, vitamine del gruppo B o omocisteina possono fornire informazioni rilevanti, poiché il metabolismo e lo stato nutrizionale influenzano direttamente la qualità ovocitaria.
Biomarcatori importanti nella fertilità maschile
Sebbene si pensi spesso che la fertilità dipenda principalmente dalla donna, la realtà è che il fattore maschile è implicato in circa la metà dei casi di infertilità.
- TESTOSTERONE
Nell'uomo si valutano solitamente ormoni come testosterone, FSH e LH, che regolano la produzione di spermatozoi e la funzione testicolare.
- PROLATTINA O ESTRADIOLO
Possono essere analizzati anche altri marcatori come prolattina o estradiolo, che quando alterati possono influire sull'equilibrio ormonale maschile.
- LO STATO INFIAMMATORIO
Inoltre, lo stato infiammatorio e nutrizionale dell'organismo influenza anche la qualità del seme. Marcatori come la proteina C reattiva ultrasensibile, la vitamina D, la ferritina o lo zinco possono fornire informazioni rilevanti sulla salute riproduttiva.
- Lo spermiogramma: l'esame chiave nell'uomo
L'esame più importante per valutare la fertilità maschile è lo spermiogramma.
Questa analisi studia diverse caratteristiche del seme, come la concentrazione di spermatozoi, la loro motilità, la morfologia e il volume seminale. In alcuni casi, è possibile effettuare anche esami più avanzati, come lo studio della frammentazione del DNA spermatico.
Il ruolo della nutrizione nella fertilità

La qualità degli ovociti e degli spermatozoi dipende in gran parte dalla salute cellulare.
Per questo motivo, esistono sempre più prove sul ruolo di alcuni nutrienti coinvolti nella produzione di energia cellulare, nell'equilibrio ormonale e nel controllo dello stress ossidativo.
All'interno di un approccio di medicina integrativa, la nutrizione e alcuni nutrienti specifici possono svolgere un ruolo importante nella salute riproduttiva. La qualità degli ovociti e degli spermatozoi dipende in gran misura da processi cellulari come la produzione di energia, l'equilibrio ormonale, la regolazione del sistema immunitario e il controllo dello stress ossidativo.
Per questo motivo, alcuni nutrienti possono aiutare a sostenere questi meccanismi fisiologici:
Methyl Hi-B Complex

Apporta vitamine del gruppo B nella loro forma attiva, fondamentali per il metabolismo del folato e la regolazione dell'omocisteina. Mantenere livelli adeguati sia di acido folico che di omocisteina è importante per la fertilità, poiché livelli elevati sono stati associati a difficoltà di impianto e ad alterazioni nella qualità ovocitaria.
Ultra Mega Marine Max

È una fonte di acidi grassi omega-3 ad alta purezza. Questi lipidi partecipano alla regolazione dei processi infiammatori e all'equilibrio ormonale, oltre a contribuire alla salute delle membrane cellulari, un aspetto particolarmente rilevante nelle cellule riproduttive come ovociti e spermatozoi.
Mitocon ®

È studiato per sostenere la funzione mitocondriale. I mitocondri sono le strutture cellulari responsabili della produzione di energia, un processo essenziale per la maturazione degli ovociti, la divisione cellulare precoce dell'embrione e la motilità degli spermatozoi.
Lattoferrina

È una proteina presente naturalmente nell'organismo, specialmente in fluidi come il latte materno. Nel contesto della salute riproduttiva, è stata studiata per il suo ruolo nella regolazione del metabolismo del ferro e per le sue proprietà immunomodulanti e antinfiammatorie. Per questo motivo, può essere un nutriente interessante durante la preparazione alla gravidanza, aiutando a ottimizzare l'ambiente fisiologico prima del concepimento. Inoltre, durante la gravidanza contribuisce all'equilibrio immunologico e al metabolismo del ferro, due aspetti particolarmente importanti in questa fase. È rilevante anche nella preparazione all'allattamento, poiché la lattoferrina fa parte dei componenti bioattivi del latte materno e partecipa alla protezione immunologica del neonato.
Prendersi cura della fertilità significa anche prevenzione
La fertilità non inizia quando si decide di cercare una gravidanza. In realtà, inizia molto prima.
Lo stato ormonale, metabolico e nutrizionale dell'organismo influenza profondamente la salute riproduttiva. Valutare questi biomarcatori permette di rilevare eventuali squilibri e intervenire in tempo.
Perché, in definitiva, prendersi cura della fertilità significa anche prendersi cura della salute dell'organismo nel suo complesso.
Tamara Martín, Embriologa



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